Coming Out

Coming Out

Fare coming out è stata una delle cose più importanti che abbia mai fatto: ho tolto dalle mie spalle il peso di una macina di bugie che non avevo nemmeno capito che stavo portando.
(Ian McKellen)

La decisione consapevole di voler dichiarare agli altri la propria omosessualità viene definita con il termine inglese Coming Out, che equivale letteralmente all’espressione  “uscire allo scoperto”.

Essere gay significa vivere ed accettare se stessi per come si è. Molto spesso , tuttavia, risulta difficile vivere la propria reale condizione a causa di stereotipi e pregiudizi sociali che costringono le persone a nascondersi, celando finanche a se stessi la propria identità. Il concetto di libertà, tuttavia, risiede proprio in questo: nel rivelare prima a noi stessi ed in piena accettazione chi siamo veramente, per poi  riuscire  ad aprirci verso gli altri. È proprio in questi casi che l’aiuto di uno psicologo si rivela fondamentale per raggiungere una migliore conoscenza di sé, per sciogliere dubbi circa la propria sessualità ed infine per individuare le strategie più adeguate ad effettuare il coming out.

Questo processo avviene gradualmente e si articola in due momenti importanti. La prima fase, quella cioè relativa  all’auto-accettazione di sé, è solitamente caratterizzata da una forte carica emotiva ed è fonte di notevole stress.  Ciò  è dovuto, almeno in parte, al fatto che si tratta di un momento in cui l’individuo si mette in discussione. La nostra società tende all’etero-normatività, in altre parole, tende ad escludere, negandoli o vestendoli di un’immagine negativa, tutti quei comportamenti che si allontanino dall’ eterosessualità.  All’interno di una società, tanto è più pressante questa spinta che tende a negare la legittimità di comportamenti che si allontanano da quelli considerati “canonici”, tanto maggiore sarà lo stress vissuto dall’individuo, anche a causa della mancanza di esempi positivi da seguire, che gli permettano di riuscire ad integrare questi nuovi sentimenti e queste pulsioni, all’interno della propria identità.

Molto spesso in una prima fase, la persona può vivere un sentimento di sbigottimento, tendendo a negare a se stessa ciò che accade. Solo successivamente si passa alla fase di accettazione della propria condizione. Il prerequisito al coming out con gli altri è, infatti, quello di fare coming out con se stessi, ammettendo cioè di essere gay, lesbiche, bisessuali, transgender o eccitati comunque da forme sessuali non convenzionali, attraverso una fase che richiede una ricerca interiore molto forte o comunque un’epifania personale. Molte persone gay, lesbiche e transgender attraversano un periodo prima del coming out durante il quale credono che il loro orientamento sessuale o i loro sentimenti crossgender siano solo una “fase” transitoria, in altre parole che siano modificabili, arrivando perfino a rifiutare i propri sentimenti per ragioni religiose o morali. Fare coming out con se stessi conclude la fase di ambiguità e dà il via al processo di autoaccettazione.

Il coming out è, come detto in precedenza, un processo graduale.

Solo quando si sarà sentito sufficientemente pronto e sicuro ed avrà accettato la propria peculiarità sessuale, l’individuo potrà, infatti, decidere di rivelarsi anche agli altri. Fare coming out rispetto alla propria identità sessuale, è una scelta difficile e delicata, che si ripete ogni qualvolta si conoscono nuove persone e ci si trova quindi davanti ad un bivio in cui occorre  decidere se rivelarsi o meno, riattivando di volta in volta  la paura di essere giudicati o emarginati. Un reale ed effettivo coming out esterno è possibile solo dopo un'attenta analisi ed una forte consapevolezza individuale: occorre pertanto che si siano verificate l’integrazione e l’accettazione delle varie parti di Sé.

La psicoterapia si muove, in questi casi,  su 4 principali binari: 

  • Comprendere meglio se stessi, la propria situazione, la propria vita, la propria personalità e sessualità, le relazioni con gli altri, il tutto allo scopo di raggiungere una maggiore contezza di chi si è veramente;
  • Dare sostegno ed aiutare la persona nella gestione della propria auto-apertura (dichiarazione della propria sessualità) con le persone significative del suo ambiente di vita;
  • Trattare altre eventuali problematiche e difficoltà psicologiche quali depressione, ansia e abuso di sostanze che possono essere associate;
  • Elaborare un nuovo progetto di vita, definendo obiettivi, modi e tempi di attuazione. In questi casi, lo scopo principale è quello di sostenere ed aiutare la persona nella ricerca della propria autenticità e identità, senza preconcetti o giudizi che ne pregiudicherebbero un efficace lavoro terapeutico. Quest’ultimo, infatti, deve basarsi sulla costruzione di un rapporto di reciproca fiducia.