Consulenza Pazienti Protesizzati

Sostegno psicologico adozione

Essere guardata in modo “diverso” mi metteva a disagio, finché un giorno capii che ero io quella diversa, semplicemente perché non mi sentivo bene con me stessa. La gente guarda semplicemente perché non è abituata a vedere, ma io “guardavo” perché la mente mi proiettava un’immagine di me che ormai non esisteva più.
(Giusy Versace)

La perdita di un arto, oltre a rappresentare un evento di estrema drammaticità nella vita di un individuo, è causa stessa di cambiamenti radicali delle abitudini e delle routines quotidiane, sia per il soggetto stesso che per i suoi familiari, e se l’ambito fisico viene ad essere stravolto per sempre, quello psicologico influisce non di meno sull’iter riabilitativo e sul buon esito terapeutico della persona.

Una delle cause principali e spesso responsabili del peggioramento psicologico del paziente scaturisce, infatti, proprio dal contrasto tra l’immagine che il soggetto aveva di sé precedentemente all’amputazione e quella attuale, che il soggetto non riconosce e non accetta come propria: in altre parole la persona vive una profonda alterazione del “”.

La naturale conseguenza di tutto questo sfocia molto spesso in una forte crisi identitaria, finendo con il colpire le certezze più elementari dell’individuo, che vive la terapia medica come fallimentare e il ricovero presso strutture sanitarie (con conseguente allontanamento dal nucleo familiare ), come l’inizio della fine della propria vita.

È, dunque, di fondamentale importanza riuscire a trasmettere al paziente il concetto per cui l’intervento di amputazione va visto come una condizione necessaria di allontanamento dal dolore e la conseguente protesizzazione va inquadrata come un tramite essenziale verso un ritorno alla vita normale.

L’intervento riabilitativo dev’essere effettuato, quindi, di concerto con una serie di professionisti che non operino solo sulle modalità fisiche del paziente in questione, vale a dire nello specifico sulle sue reali capacità di recupero e di ripresa , ma vadano ad effettuare un passaggio di supporto psicologico delicato e di estrema importanza affinché la persona accetti l’aiuto necessario a superare il trauma e ad andare oltre.

Riuscire ad operare in sinergia, affinché il contributo medico e quindi fisico, possa avvalersi anche dello strumento terapeutico rimane una risorsa importante, giacché è stato osservato come, direzionando le energie del paziente verso la capacità di un nuovo adattamento all’ambiente, che tenga cioè conto delle mutate situazioni fisiche del soggetto attraverso un lento e graduale processo di supporto psicologico, si ha un’incidenza notevole sulla qualità della vita del paziente e sulla sua non meno importante ritrovata autostima.