Psicologia dell'emergenza

Psicoterapia di coppia

Credete al disprezzo, allo scherno, alla paura, allo scoraggiamento, alla vergogna, al panico, all'odio. Credete pure a tutto ciò. Ma non credete mai all'indifferenza.
(Irvin Yalom)

La Psicologia dell’emergenza é il settore della psicologia che si occupa degli interventi clinici e sociali in situazioni di calamità, disastri ed emergenza/urgenza. È la disciplina che studia il comportamento individuale, gruppale e comunitario, a seguito di un "incidente critico". L' "Incidente Critico" viene definito da Roger Solomon come “Qualsiasi situazione potenzialmente in grado di sopraffare il senso di vulnerabilità e controllo di una persona” e da Jeff Mitchell come "un evento al di fuori delle esperienze quotidiane che sfida le abilità di reazione delle persone ed è potenzialmente in grado di sopraffare gli usuali meccanismi psicologici”.
La Caratteristica che contraddistingue gli Incidenti Critici è che si tratta di situazioni improvvise ed inaspettate, che travolgono la sensazione di controllo individuale e ricomprendono perdite emotive e/o fisiche. L'entità della risposta emotiva dipende dal livello di coinvolgimento all’evento traumatico: dalla percezione della minaccia o della perdita subìta, dalla sensazione di controllo rispetto all’evento vissuto, dalla presenza o meno del preavviso, dalla vicinanza fisica o psicologica, dalla stanchezza e dallo stress antecedente all’evento ed ancora, dal supporto e dall’accoglienza di persone care (amici e familiari) subito dopo l’evento riportato.
Le persone che hanno subìto un evento traumatico, riferiscono di una prima reazione di congelamento (freeze), di fuga (flight) o di combattimento (fight). Nelle ore e nei giorni a seguire, i soggetti in fase di shock affermano di percepire disorganizzazione mentale, confusione, perdita di concentrazione; tremori, freddo, pianto, nausea (reazione da stress); negazione o dissociazione (incredulità, non ci si ricorda, non se ne comprende il significato); arousal emotivo (rabbia, tristezza, paura, eccitazione per essere sopravvissuto).
L’evento traumatico, avendo un forte impatto emotivo, può generare diverse reazioni: dal senso di depressione al senso di colpa, dai problemi nell’addormentamento con incubi notturni al senso di vulnerabilità, dalla mancanza di sicurezza (che si traduce, poi, in un continuo stato di ipercontrollo rispetto alle cose e/o alle persone) al senso di confusione e di inefficacia nel controllo delle proprie emozioni.
Per i soggetti che abbiano vissuto in prima persona o che abbiano assistito ad un evento traumatico, intervenendo in soccorso (polizia, vigili del fuoco, infermieri, medici, ecc.), è necessario e fondamentale l’ausilio di psicologi-psicoterapeuti del settore, che forniscano gli strumenti per metabolizzare l’evento traumatico subìto.
La psicologia dell’emergenza ha quale traguardo, quello di sollevare dalla sofferenza, di migliorare il funzionamento a breve termine, nonché di promuovere la resilienza, la coesione, l’organizzazione ed i fattori di gruppo che facilitano e accrescono l’adattamento in coloro che hanno subìto un trauma.