22/10/2014 - Favole: Cappuccetto Rosso pt.3

Il lupo invece andò dritto alla casa della nonna e bussò alla porta. "Chi è?" - "Cappuccetto Rosso, ti porto vino e focaccia; aprimi." - "Non hai che da alzare il saliscendi," gridò la nonna, "io sono troppo debole e non posso alzarmi." Il lupo alzò il saliscendi, entrò, e senza dir motto andò dritto al letto della nonna e la inghiottì. Poi indossò i suoi vestiti e la cuffia, si coricò nel letto, e tirò le cortine.

Ma Cappuccetto Rosso aveva girato in cerca di fiori, e quando ne ebbe raccolti tanti che più non ne poteva portare, si ricordò della nonna e si mise in cammino per andare da lei. Quando giunse si meravigliò che la porta fosse spalancata, ed entrando nella stanza ebbe un'impressione così strana che pensò: "Oh, Dio mio, che paura oggi! e dire che di solito sto così volentieri con la nonna!" Allora si avvicinò al letto e scostò le cortine: la nonna era coricata con la cuffia abbassata sulla faccia, e aveva un aspetto strano. "Oh, nonna, che orecchie grandi!" - "Per sentirti meglio." - "Oh, nonna, che occhi grossi!" - "Per vederti meglio." - "Oh, nonna, che mani grandi!" - "Per afferrarti meglio." - "Ma, nonna, che bocca spaventosa!" - "Per divorarti meglio!" E come ebbe detto queste parole, il lupo balzò dal letto e ingoiò la povera Cappuccetto Rosso.

Cappuccetto Rosso nota che c’è qualcosa che non va quando trova la nonna con un aspetto molto strano e cerca di capire. È un’enumerazione dei quattro sensi: udito, vista, tatto e gusto; il bambino pubere, infatti, si serve di tutti i sensi per comprendere il mondo.

La bambina vive sentimenti ambivalenti; da una parte la repulsione verso quella figura, dall’altra l’attrazione. Essa, infatti, non accenna minimamente a voler scappare. La combinazione di sentimenti provati dalla bambina, attrazione e repulsione, vengono descritti da Bettelheim come fascino, lo stesso fascino che il sesso e tutto ciò che lo circonda, esercitano sulla mente di un bambino.

Poi, con la pancia bella piena, si rimise a letto, s'addormentò e incominciò a russare sonoramente. Proprio allora passò lì davanti un cacciatore che pensò fra sé e sé: "Come russa la vecchia! devi darle un'occhiata, qualora avesse bisogno di qualcosa." Entrò nella stanza e avvicinandosi al letto vide il lupo che egli cercava da tempo. Stava per puntare lo schioppo quando gli venne in mente che forse il lupo aveva ingoiato la nonna e che poteva ancora salvarla. Così non sparò, ma prese un paio di forbici e aprì la pancia del lupo addormentato. Dopo due tagli vide brillare il cappuccetto rosso, e dopo altri due la bambina saltò fuori gridando: "Che paura ho avuto! Era così buio nella pancia del lupo!" Poi venne fuori anche la nonna ancora viva. E Cappuccetto Rosso andò a prendere dei gran pietroni con i quali riempirono il ventre del lupo. Quando egli si svegliò fece per correr via, ma le pietre erano così pesanti che subito cadde a terra e morì. Qui si evince come Cappuccetto Rosso stia cercando di comprendere la natura contraddittoria del maschio e sperimentando tutti gli aspetti distruttivi della sua personalità: le tendenze egoistiche, asociali, violente, potenzialmente distruttive dell’ES (il lupo) e le propensioni generose, sociali, sollecite e proiettive dell’IO (il cacciatore). SEGUE…