29/10/2014 - Favole: Cappuccetto Rosso pt.4

All’interno della fiaba, una tematica importante è quella edipica. Dove la presenza del padre è apparentemente assente (la storia non ne parla mai) tuttavia è presente simbolicamente attraverso le figure del lupo (padre seduttore) e del cacciatore (padre protettivo). Infatti la storia descrive simbolicamente il complesso edipico, dove il lupo rappresenta i desideri incestuosi del padre, mentre il cacciatore rappresenta la figura maschile protettiva che salva la bambina e la nonna.

Erano contenti tutti e tre: il cacciatore prese la pelle del lupo, la nonna mangiò la focaccia e bevve il vino che le aveva portato Cappuccetto Rosso e Cappuccetto Rosso pensava fra sé e sé: "Mai più correrai sola nel bosco, lontano dal sentiero, se la mamma te lo ha proibito."

È conforme alla giustizia delle fiabe che il lupo debba morire del suo tentato misfatto: la sua avidità orale è la sua rovina, giacché ha cercato di mettersi qualcosa nello stomaco in modo atroce, lo stesso viene fatto a lui.

La fiaba protegge i bambini da inutili ansie. Se il lupo morisse quando il ventre gli viene aperto dal cacciatore, come avviene per un parto cesareo, potrebbe suscitare in chi ascolta la storia la similitudine dei due eventi, ovvero che, un bambino nell’uscire dalla pancia della madre la possa uccidere. Se invece il lupo sopravvive, muore solo dopo che gli vengono cuciti dentro la pancia i sassi, nessun bambino proverà ansia per il parto. È proprio grazie a storie come Cappuccetto Rosso il bambino comincia a capire come le esperienze che ci sovrastano suscitino in noi delle emozioni che non possiamo dominare. Una volta appreso come padroneggiare tali situazioni, non dovremo più temere l’incontro con il lupo.