23/02/2015 - Favole: Hänsel e Gretel pt.3

Non molto tempo dopo, il pane tornò a mancare in quella casa. Una sera, mentre Hänsel e Gretel udivano la madre e il padre parlare, distinsero le parole della donna che, rivolgendosi al marito diceva: "Una volta i bambini hanno ritrovato il cammino e io ho lasciato correre, ma adesso non c'è più niente da mangiare un’altra volta, é rimasta solo una mezza pagnotta in casa. Domani dovrai condurli ancor più dentro nel bosco, affinché non riescano più a ritrovare la strada di casa : per noi non c'è altro rimedio." L'uomo si sentì stringere il cuore e pensò: "Sarebbe meglio se dividessi l'ultimo boccone con i tuoi bambini!" ma poiché aveva già ceduto una volta in precedenza‚ non poté dire di no. Udito quel discorso, Hänsel si alzò di notte per raccogliere di nuovo i ciottoli, ma giunto alla porta, si accorse che la madre l'aveva chiusa. Riuscì comunque a consolare Gretel, dicendo alla sorella: "Dormi, cara Gretel, il buon Dio ci aiuterà." Allo spuntar del giorno ricevettero il loro pezzetto di pane, ancora più piccolo della volta precedente. Per strada, Hänsel lo sbriciolava in tasca, fermandosi di tanto in tanto per gettarne qualche briciola a terra. " Hänsel, perché ti fermi sempre e ti guardi intorno?" disse il padre. “Cammina!” - "Padre, guardo il mio piccioncino che è sul tetto e vuole dirmi addio." - "Sciocco," disse la madre, "non è il tuo piccione, è il primo sole che brilla sul comignolo." Intanto Hänsel aveva sbriciolato tutto il suo pane e gettato le briciole lungo la via.

 

Nonostante l’esperienza cocente dell’abbandono da parte della figura d’attaccamento primaria, Hänsel fa di tutto per ritornarvi, giacché è l’unica esperienza emotiva a lui familiare. In assenza di ulteriori apprendimenti, cerca di riproporre quell’esperienza, riappropriandosi di una dimensione che, per quanto deprivante, è difatti la sola a conoscere. Il ragazzo tenta anche di riadattarsi ad un contesto che è definitivamente cambiato, per sopravvivere al quale servono nuove strategie.

L’esperienza del ritorno a casa fa comprendere al bambino che, su un piano della realtà, nulla è mutato, e l’esperienza della regressione e del rientro alla sicurezza del nido, dopo una prima fase di benessere psicologico, si è trasformato presto in un frustrante blocco che ne rallenta e ne impedisce la naturale evoluzione. Se in un primo momento Hänsel è riuscito ad utilizzare il proprio acume per far rientro a casa, rimane invece bloccato la seconda volta nella fase regressiva e dominato unicamente dal bisogno primitivo di cibo, si lascia andare alla totale regressione orale, rappresentata dall’incontro con la casa di marzapane, ormai colto dalla paura di non poter sopravvivere.

Il movimento psicologico di Gretel è esattamente inverso a quello portato avanti dal fratello. Inizialmente sente l’impossibilità di soddisfare il bisogno di mangiare, nel suo significato più completo ( da quello di accudimento e di calore nella sua

piccola casa a quello dei primi passi, da quello dei primi sorrisi a quello dei primi giochi). Per Gretel, la paura e il dolore di essere abbandonata, trovano ancora una volta rifugio e protezione nella persona di Hänsel. Gretel è completamente sopraffatta dalla sua emotività e sentendosi ferita dal più profondo dei suoi affetti, non cerca una soluzione, ma si rifugia nell’affetto sicuro del fratello, che è certa non la abbandonerà.

Hänsel non può permettersi di lasciarsi andare all’emozione, alla sofferenza di un abbandono: non può farlo perché deve agire! Non può sentire, perché il suo pensiero deve produrre una strategia risolutiva, razionale, concreta e senza fallimento. Si distacca, quindi, da quel pianto, che altrimenti lo troverebbe completamente coinvolto nel vivere un dolore troppo grande.

Uno sente e l’altro agisce. L’immobilizzazione nella propria posizione, non permette ai due

bambini di vivere pienamente la complessità della situazione, di effettuare singolarmente quel

passaggio necessario: dal sentire profondamente all’agire guidato da una conoscenza reale e intima. Ognuno soffoca un aspetto importante di sé, lasciando che l’altro lo compensi. I due personaggi sono ancora bambini; il processo di Individuazione è appena iniziato.