02/03/2015 - Favole: Hänsel e Gretel pt.4

La madre li condusse ancor più dentro il cuore del bosco, in una parte che mai prima d'allora avevano visto, dicendo loro di sedere accanto al fuoco e di dormire, attendendo la sera quando, concluso il lavoro, sarebbero venuti a riprenderli. A mezzogiorno Gretel divise il proprio pane con Hänsel, che nel frattempo aveva sparso il suo lungo la strada. Passò mezzogiorno e trascorse anche la sera senza che nessuno venisse a riprendere i poveri bambini. Hänsel consolò Gretel dicendole : "Aspetta che sorga la luna: allora vedrò le briciole di pane che ho sparso e ci mostreranno la via di casa." La luna sorse, ma quando Hänsel cercò le briciole non le trovò: i mille e mille uccellini del bosco le avevano viste e beccate. Hänsel credeva  di riuscire a ritrovare ugualmente la via di casa e si portava dietro Gretel, ma poco dopo entrambi i bambini si persero nel grande bosco. Camminarono per  tutta la notte e per tutto il giorno fin quando, vinti dalla grande stanchezza, si addormentarono. Camminarono ancora tutta un'altra giornata, ma non riuscirono a uscire dal bosco: i poveri bambini sentivano i morsi della fame, ma non avevano di che nutrirsi e dovettero accontentarsi di alcune bacche trovate per terra.

Il terzo giorno, quand'ebbero camminato fino a mezzogiorno, giunsero a una casina fatta di pane e ricoperta di focaccia, con le finestre di zucchero trasparente. "Ci siederemo qui e mangeremo a sazietà," disse Hänsel. "Io mangerò un pezzo di tetto; tu, Gretel, mangia un pezzo di finestra: è dolce." Non appena  Gretel ebbe iniziato a rosicchiare lo zucchero, una voce sottile gridò dall'interno:

"Chi mi mangia la casina zuccherosa e sopraffina?"

I bambini risposero:

"E' il vento che piega ogni stelo,  il bel bambino venuto dal cielo."

E continuarono così a mangiare. Gretel tirò fuori tutto un vetro rotondo e Hänsel staccò un enorme pezzo di focaccia dal tetto; ma ad tratto la porta della casa si aprì e una vecchia decrepita venne fuori pian piano. Hänsel e Gretel si spaventarono tanto da lasciar cadere quello che avevano in mano. La vecchia scosse il capo e disse: "Ah, cari bambini, come siete giunti fin qui? Venite dentro con me, siete i benvenuti," e li condusse nella sua casetta. Fu loro servita una buona cena, con latte e frittelle, mele e noci; poi furono preparati due bei lettini bianchi, e Hänsel e Gretel si coricarono pensando di trovarsi in Paradiso.

 

In questo passaggio, il rituale si compie. La madre li conduce nel fitto del bosco, dove non erano mai stati in vita loro.  Il tempo delle indecisioni e dei tentennamenti è  finito : ormai é l'ora che avvenga l’incontro con quanto di temibile e angosciante il bambino aveva cercato di evitare fino a quel momento. Entrare in una foresta e passarci la notte, rappresenta simbolicamente l’ingresso nonché il riconoscimento delle proprie parti oscure, vissuto allo scopo di arrivare ad un’illuminazione o ad una coscienza più elevata, che possono nascere solo da un confronto faticoso con i contenuti dell’inconscio e  con la conseguente sintesi di aspetti consci e inconsci, che portino ad una totalità.

Questo è, dunque, il significato del viaggio di iniziazione dei due bambini all’interno della foresta. Ed è nel buio delle paure più fitte e più ancestrali, senza alcuna protezione adulta, che avviene l’incontro con la casa di marzapane, miraggio ed emblema di tutti i desideri e del bisogno inespresso di nutrimento e di cura. I bambini deprivati e stanchi tirano fuori il bisogno di essere nutriti a sazietà, dando libero sfogo all’oralità a lungo repressa, in una pericolosa regressione, con la quale a breve dovranno fare i conti.

Hansel e Gretel sono stati fuori complessivamente tre giorni nel bosco e un mese dalla strega: il tempo di un viaggio e di un rito di iniziazione nella foresta. E’ trascorso un tempo umano, legittimo e consentito, per una salvezza che avviene ad opera di umani, senza alcun ingrediente mistico e magico. Si rivela una Fiaba Umana, una fiaba in cui la strega non fa incantesimi, non trasforma bambini in maiali, né cavalieri in statue di pietra. E’ cioè una Fiaba in cui è possibile riconoscersi.