18/03/2015 - Impatto con le nuove culture

Da un report dell'Istituto di ricerca Istat, è stato evidenziato come in Italia la popolazione straniera sia cresciuta di trecento mila persone nel corso dell’ultimo anno e come sia salito anche il numero di coloro che rientrano in Patria o si trasferiscono in un altro Stato estero.

Nel nostro Paese il flusso migratorio è, infatti, notevole poiché la conformazione geografica dello stesso consente il facile accesso via mare dei barconi abusivi e carichi di stranieri.

Le persone, provate dal lungo ed estenuante viaggio, vengono accolte dalla Guardia Costiera e ricevono le prime cure mediche dalla C.R.I. e dai Servizi Locali che forniscono loro materiali di prima necessità (vestiti, scarpe, coperte e materiale igienico-sanitario utile) oltre a bevande e a cibo. Dopo queste prime fasi di soccorso, gli emigranti vengono accompagnati in strutture preposte ad accoglierli. Per affrontare questi flussi migratori e fornire loro tutte le risorse necessarie, il nostro Paese investe ingenti somme di denaro pubblico.

L’investimento di queste cifre crea malumore e scontento nel popolo italiano che in questo momento storico, trovandosi a dover affrontare un’importante crisi economica, e a dover sopperire alla carenza lavorativa nonché al crescente aumento della povertà, trova molto difficoltoso il doversi privare di ulteriori cospicue somme di denaro per affrontare anche il problema del flusso migratorio. Quest’ultimo aspetto incide notevolmente sulla popolazione, che si ritrova a dover ospitare e quindi a convivere con altre popolazioni, dalle quali si sente derubata.

Varie sono le polemiche scaturite negli ultimi anni a seguito dell’accoglienza fornita a queste popolazioni, e tra queste vi è quella relativa all’aumento della criminalità. Premettendo che non tutti gli immigrati sono criminali, va detto che molti di loro si trovano costretti a delinquere a seguito della difficoltà di reperire un lavoro. Non caso la popolazione carceraria di detenuti stranieri è, infatti, in progressivo aumento.

Sono molti gli stranieri che, pur di riuscire ad ottenere un lavoro, si accontentano di svolgere qualunque mansione, nonostante siano sottopagati: anche questo, ovviamente, genera nella popolazione il malcontento. Diminuendo il lavoro, diminuisce anche il compenso.

Associato al fenomeno migratorio ci sono poi anche notevoli rischi sanitari: i migranti provengono da regioni del mondo in cui malattie infettive come tubercolosi, scabbia e meningite, sono endemiche, ragion per cui, gli autoctoni sono spaventati dalla possibilità di essere infettati dai migranti portatori di infezioni.

Ulteriore problema lamentato dalla popolazione locale, è quello per cui gli immigrati, nella quasi totalità, si dichiarano privi di reddito: questa circostanza li rende aventi diritto di sussidi, assistenza sociale e case popolari. Godono, infatti, di agevolazioni rispetto all’istruzione, alle mense scolastiche ed all’assistenza sanitaria.

Tutti questi aspetti incidono notevolmente sulla possibilità di integrare popolazioni differenti. Gli autoctoni si sentono defraudati dei loro diritti, gravati dall’obbligo di pagare tasse insostenibili, che ricomprendono anche sussidi per gli extracomunitari; in alcuni casi, iscritti per anni all’elenco per l’assegnazione di un alloggio, si ritrovano ancora senza una casa.

Le diverse peculiarità, le differenti cultura e religione, i diversi valori di vita, creano un divario notevole tra due popolazioni che, dovrebbero prima imparare a conoscersi e solo successivamente capire come convivere insieme. La distanza tra i diversi sistemi culturali, ci porta ad affrontare codici, valori e significati nuovi rispetto a quelli da noi considerati validi e accettabili. Entrambe le popolazioni a confronto devono fare un notevole sforzo di comprensione del sistema di vita l’uno dell’altro. Le popolazioni ospitanti devono cercare di comprendere ed accettare il senso di perdita rispetto all’appartenenza a quel territorio: nell’accogliere l’altro sentono che cambieranno delle cose e che altre se ne perderanno. Superare questa iniziale diffidenza richiede uno sforzo notevole, indispensabile e fondamentale per raggiungere l’integrazione.

In collaborazione con Immezcla