21/05/2014 - Richiesta d'aiuto

Sempre più gente negli ultimi anni, complici lo stress e la frenesia della vita cui veniamo quotidianamente sottoposti, accusa l'insorgere di malesseri e di problematiche di carattere esistenziali, per i quali  non riesce a scorgere soluzioni nell'immediato ed ancor peggio, non sa a chi potersi rivolgere.

Chiedere aiuto significa, infatti, prendere consapevolezza del fatto che quel reiterarsi di problemi che in qualche modo attribuivamo a malessere passeggeri, ad astenia o a periodi nei quali i notevoli carichi di lavoro e le incombenti responsabilità avevano la meglio, nella realtà dei fatti erano spie ed allarmi di ben altra natura.

Il primo dei traguardi cui si giunge, infatti, è quasi sempre questo: si prende consapevolezza di aver qualcosa da dover sciogliere, qualcosa dal quale dover dipanare la matassa che oramai aggroviglia i nostri pensieri, le nostre notti insonni e le faticose interminabili giornate. Chiudersi in se stessi, limitando al massimo le relazioni con i vecchi contatti ed evitando di crearne di nuovi è quasi inevitabile, giacche' quelle relazioni e quelle stesse  situazioni che solo qualche tempo prima corredavano i nostri spazi  apparendoci "normali" ed affrontabili, di colpo assumono un aspetto ostile e faticoso. Quel problema al quale non abbiamo saputo dare un nome, silente ma onnipresente, ha preso il sopravvento ed ha stravolto la nostra esistenza. Sempre più  isolati e resi fragili dalle circostanze, trascorso del tempo "inefficace" nel quale anche la minimizzante diagnosi del nostro medico non ci ha convinto, poiché poco rispondente a ciò che dentro di noi avvertiamo come un evento dirompente e paralizzante, decidiamo di condividere con qualcuno di cui ci fidiamo il nostro disagio, perché  possa indirizzarci verso la strada giusta. Condividere, tuttavia, ricomprende quasi sempre l'accezione del doversi aprire, del raccontare cosa e come siamo giunti a quell'impasse  dalla quale non sappiamo uscire  e per la quale tutta la nostra vita ha assunto prospettive differenti. All'apertura nei confronti dell'amico, al quale avremmo volentieri fatto a meno di mostrare le nostre fragilità  e il peso delle nostre difficoltà, segue l'ulteriore sforzo di dover prendere contezza riguardo al fatto che il nostro problema troverebbe una probabile soluzione  all'interno dello studio di uno "strizzacervelli ". Ci sentiamo assaliti, dunque, da un senso di panico e di rabbia soffocata,  poiché dentro di noi, nel fondo del nostro animo sappiamo che quella strada, per quanto dolorosa, è una tra le nostre possibilità di riscatto, di rivalsa e perché no di serenità. Non cerchiamo infondo che questo, non ambiamo che a questo, e sappiamo che il raggiungimento della meta passa per questa via. Non c'è alcun dubbio che il varcare per la prima volta la soglia di uno studio di psicologia presenti delle difficoltà emotive non da poco: se ci troviamo lì ci sarà una ragione, e questa stessa ragione avremmo desiderato  restasse solo nostra, avremmo voluto  non fuoriuscisse dalle 4 mura di casa e meno che mai trapelasse dai nostri sguardi persi e stanchi. Quasi certamente di quel terapeuta abbiamo sentito parlare, ragion per cui, forzando le barriere dei nostri limiti e delle nostre paure, ci ritroviamo ad attendere all'interno della sala d'aspetto un incontro che porterà con se' delle risposte. Al terapeuta riconosciamo il fatto di aver snodato  le vite di tanti amici che anni prima avevamo visto perdersi un po' nel rapporto con  i figli o alle prese con un matrimonio stanco e grigio...eppure il ritrovarci seduti lì, dall'altra parte del tavolo, ha un sapore diverso, ha un'angolazione ribaltata. Ci chiediamo se almeno lui ci capirà, se saprà riannodare quegli ingranaggi malfunzionanti che potrebbero rimetterci sul binario giusto, se sarà in grado di comprendere i nostri no, i nostri perché e le nostre reticenze, quelle stesse che per anni ci hanno impedito di farci forza e di chiedere quell’aiuto, grazie al quale probabilmente, avremmo evitato di relegare parte della nostra vita ad una sorta di mera sopravvivenza.