07/07/2014 - Depressione post parto

La nascita di un bambino, l'attesa per quell'evento e il desiderio che spesso precede quell'atto, sono tutti momenti emotivamente molto forti ed importanti per i quali nel comune sentire nulla potrebbe offuscarne la gioia. Eppure vi è una problematica spesso sottovalutata ,ma subdola e complessa nota come depressione post partum, il cui esordio lento e graduale o rapido e destabilizzante, si stima possa colpire almeno il 20%delle madri, cronicizzandosi in una depressione di tipo grave qualora il quadro clinico della donna non sia chiaro e quindi non le sia stato diagnosticato nulla. Aldilà del malessere che il disagio comporta in sé, la depressione post parto riduce anche  le possibilità di una sana interazione tra la madre ed il bambino , fondamentale per entrambi, finendo così con l'aumentare il senso di impotenza e di inadeguatezza che complicano il quadro clinico complessivo. Ovviamente il disturbo comporta diversi gradi di gravità per i quali si va, dagli episodi di depressione minore (forse tra i peggiori, giacché almeno in apparenza il comportamento della madre è sufficientemente buono nonostante la donna covi al suo interno risentimenti ed esperienze emotive di tipo depressivo, che  riemergono poiché esistono conflitti irrisolti con le principali figure di riferimento) fino a

giungere ad episodi di  depressione grave vera e propria. Non sempre risulta facile comprendere una madre afflitta da questa patologia, in quanto sintomi come un'eccessiva preoccupazione che può sconfinare anche  nell'ansia, un forte senso di irritabilità o il sentirsi sovraccarichi emotivamente possono, almeno inizialmente, essere scambiati come fatti circostanziati all'evento in sé, vale a dire ad un'ansia che si autogiustifica nel concetto stesso dell'essere madre. Con il perdurare delle situazioni e con l'aumentare delle difficoltà quotidiane però, si può assistere ad un peggioramento delle circostanze in cui l'umore è sempre depresso, le difficoltà di carattere decisionale aumentano  e con esse anche i frequenti sensi di colpa, il piacere nel fare le cose, nell'agire, mentre lentamente diminuisce anche la speranza in un futuro che, almeno da principio, si prospettava gioioso e fiorente. Chi vive accanto ad una donna affetta da depressione post parto può notare come il sonno e l'appetito siano compromessi : il primo è disturbato nel senso che possono verificarsi tanto casi di insonnia come di ipersonnia; il secondo può anch'esso variare in maniera esponenziale, andando dall'iporessia a veri e propri episodi di bulimia. A quelle che sono le difficoltà legate alla madre in quanto donna si aggiungono, gravando in maniera eccessiva , i sintomi legati alla relazione madre-bambino che sfociano in veri e propri sentimenti di vergogna , di colpa e ancor peggio in un frustrante senso di inidoneità a ricoprire il ruolo di madre. La donna-madre, affetta da questo disturbo, vive con ansia tutto ciò che riguarda la sfera del bambino: dal non riuscire a provare emozioni nei suoi riguardi al sentirsi inadeguata nel prendersi  cura di lui, giungendo ad avere finanche paura a restare sola con il piccolo senza riuscire a concentrarsi nelle cose quotidiane per le quali vi dovrebbe essere un naturale riconoscimento dei bisogni del bambino. Quando pensiamo alla nascita di una nuova vita siamo quasi naturalmente portati a credere che questo evento sia tranquillo e sereno ma non sempre e non facilmente è così , poiché la maternità costituisce un periodo complesso nel quale convivono e coabitano emozioni contrastanti tra di loro di gioia ma anche di dolore, di felicità ma anche di sofferenza. Esserne consapevoli, comprendere che accettare i propri limiti e saper chiedere aiuto non significa essere delle cattive madri può aiutare chi si trovi in uno stato di malessere del genere. La donna che impara a comunicare il proprio disagio ha la possibilità di ricevere aiuto e di uscire fuori dal circolo vizioso che la opprime , ma per far questo deve anche poter riceve aiuto ed incoraggiamento nell'ascolto e nella comprensione empatici di chi, standole accanto, deve saper prestare attenzione ai suoi comportamenti ed imparare a leggere oltre quel silenzio nel quale si è rifugiata.