Simona Moio

Simona                                                       Moio                                                        Effettua consulenza a € 50

Psicologo - Psicoterapeuta

  •  Ordine appartenenza: Calabria    Iscrizione all'albo numero: 699
  •  Indirizzo Psicoterapico: Orientamento breve ad approccio strategico   Disponibilità: 9:00 13:00
  •   Consulenze: Psicoterapia di coppia, Psicoterapia individuale dell'adulto, Sostegno al paziente oncologico, Sostegno ai familiari del paziente oncologico, Ansia e attacchi di panico

Laureata in Psicologia presso l’Università Degli Studi Di Padova nell’anno accademico 1998. Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della Regione Calabria dall’11/07/2000 con il n.699. Specializzata in “Psicoterapie Brevi ad Approccio Strategico”, presso l’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie (ISP) di Roma nell’anno 2006. Practitioner di PNL (Programmazione Neuro Linguistica); titolo conseguito con il Master di I livello in PNL. Il mio campo d’intervento è, dunque, di Specializzazione, è sempre stato l’ambito Clinico. Durante il mio percorso di studi universitari, infatti, ho approfondito l’ambito clinico psichiatrico ma soprattutto psicoanalitico. Ho deciso, in seguito, di allontanarmi dalla mia inclinazione psicoanalitica e specializzarmi nell’Approccio Strategico ed in PNL, allo scopo di ampliare il mio settore di conoscenze, per poter avere un ventaglio più ampio, e meno settoriale, di conoscenze e competenze. Ho svolto Il tirocinio post-laurea presso il Reparto di Psichiatria dell’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria e presso il Centro di Salute Mentale di Reggio Calabria dove ho ho poi proseguito facendo attività formativa di volontariato per circa 2 anni. La mia attività professionale è iniziata, nell’anno 2000, fino al 2002,  con un incarico presso l’Istituto di Riabilitazione Psichiatrica “Villa S.Agata”, sito in Gallina – Reggio Calabria, dove ho iniziato ad occuparmi del Coordinamento dei Processi di Riabilitazione, apprendendo la metodologia V.A.D.O. (Valutazione Abilità e Definizione di Obiettivi), quale strumento di pianificazione ed attuazione dei Percorsi Riabilitativi Individuali in Pazienti Psichiatrici. Contemporaneamente, durante lo stesso periodo, dal 2000 al 2002, mi è stato affidato l’incarico di Psicologa referente del C.O.F. (Centro Orientamento Famiglie), un progetto finanziato dal Comune di Reggio Calabria e portato avanti dalla Coop. C.oo.SS.el. Dal 2002 al 2013, sono stata la Psicologa Responsabile Della Riabilitazione Psichiatrica, presso le Strutture Alternative per Disabili Psichici, denominate “Saline 1 e 2”, e gestite dalla Coop. “Rinascita”, in convenzione con l’Asp di Reggio Calabria.   Nel 2002, ho, invece, avuto una breve esperienza lavorativa come Perito Psicologo, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria e presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria. Dal 2004 a tutt’oggi ho sviluppato competenze relative alla gestione d’aula e, quindi, alla  dinamiche gruppali,  lavorando presso il Centro di Formazione UIMEC-UIL, oggi, denominato CIFOR, come Docente Psicologo all’interno di vari Progetti relativi all’Orientamento ed alla Riqualificazione del Personale di varie aziende. Tramite la suddetta esperienza ho avuto modo di approfondire uno specifico ambito d’intervento del mio orientamento psicoterapico strategico e cioè la formazione e la conduzione dei gruppi, sia di lavoro, che psicoterapici. Mi sono, infatti, occupata della “comunicazione efficace in azienda”, dell’ “orientamento professionale”, del “bilancio delle competenze”, della “costruzione di relazione interpersonali sane con un’adeguata e costruttiva gestione del conflitto” e dei “processi motivazionali del lavoratore”. Mediante la teoria generale della formazione (Guaglino 1985) e la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) ho avuto modo di lavorare sull’intersezione tra il contratto aziendale ed il contratto psicologico e sulle dinamiche ed i vissuti individuali e gruppali che tale intersezione determina. Nel 2004 ho iniziato l’attività come psicoterapeuta strategica presso il mio studio professionale.  L’orientamento terapeutico “strategico” è un approccio di pensiero basato su una irriducibile elasticità, che nega qualunque forma di assoluto o di verità indiscutibile e si occupa del funzionamento delle cose. La realtà che percepiamo e alla quale reagiamo con il nostro comportamento è determinata dal punto di osservazione di ognuno di noi e dagli strumenti che utilizziamo, nonché dal linguaggio che usiamo per comunicare tale realtà.  Un assunto di base è “ognuno costruisce una realtà che poi subisce”. Secondo tale assunto, qualunque problema (individuale, di coppia o di gruppo) è il risultato del rapporto che il soggetto vive con sé stesso, con gli altri, con il mondo. Non esiste dunque un’unica e vera realtà, ma tante quante sono le interazioni di ognuno di noi con ciò che ci circonda. Partendo da tale prospettiva, il sintomo o il disagio psichico è il risultato di una modalità “disfunzionale” di percepire e reagire ad una realtà che l’individuo stesso, con le proprie azioni, si è costruito. Rispetto alle convenzionali forme di psicoterapie, la strategica si distingue per il fatto che l’interesse clinico non è più relativo al “perché” il disturbo esiste ma a “come” esso funziona ed al “come fare” per poter operare un cambiamento. Essa è, dunque, una disciplina pragmatica, poiché parte dall’assunto che il modo più utile per capire il funzionamento di un problema sia quello  di trovarne una soluzione. Quasi sempre, infatti, è l’originaria e rigida posizione percettiva-reattiva del soggetto a rendere persistente il problema. Ciò significa che sono proprio le tentate soluzioni, nei confronti del disturbo, che ne determinano l’aggravamento. Il sintomo, dunque, è l’unico comportamento possibile per il soggetto che lo subisce perché è il risultato della visione che egli ha di sé stesso e del mondo. In tale approccio, quindi, la “relazione” e l’ “azione” sono di fondamentale importanza. Il modello strategico nasce dalla sintesi delle teorie sistemiche; teorie della comunicazione della scuola di Palo Alto e dell’ipnosi erickisoniana ma vi sono state influenze teorico-applicative anche da parte della cibernetica, della teoria dei sistemiche e dalla PNL. Le tecniche terapeutiche di cui si avvale tale orientamento sono tantissime, quali la fantasia guidata; le tecniche immaginative; l’uso del “come se”; l’Ipnosi; l’uso delle favole e delle metafore; il Training autogeno e le tecniche della PNL. Quest’ultima, la Programmazione Neuro-Linguistica (PNL), infatti, è un insieme potente ed elegante di tecniche e di modelli (anche se i suoi fondatori, Bandler e Grinder, parlano soprattutto di "atteggiamento mentale") per una più efficace definizione degli obiettivi, una migliore abilità comunicativa, una maggiore capacità di motivazione e di automotivazione, una comprensione più profonda di se stessi e degli altri. Generalmente si usa definirla come "lo studio della struttura dell'esperienza soggettiva". In altre parole è lo studio, attraverso il linguaggio verbale e non verbale, di come l’essere umano  "filtra" con griglie percettive (Sistemi Rappresentazionali, Submodalità, Metaprogrammi) e cognitive (Credenze, Valori, Criteri) le informazioni che provengono dall'ambiente esterno o interno, e di come esse vengono organizzate in schemi coerenti e standardizzati di comportamento.
La parola "Neuro" sta ad indicare che i processi neurologici sono alla base di ogni
Comportamento umano. .
La parola "Linguistica" ci suggerisce l'idea che questi processi sono tradotti, cioè rappresentati, da un codice linguistico e che proprio attraverso di esso sono in una certa misura inferibili.
Infine la parola "Programmazione" sta infine a significare che sequenze ordinate, e non casuali, di determinati processi neurologici hanno come esito uno specifico comportamento.